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Il Tier 2 evidenzia che una selezione superficiale del corpus rischia sovradattamento e perdita di generalità, ma non fornisce strumenti per un’analisi semantica profonda. Il Tier 3 colma questa lacuna con un processo iterativo, misurabile e riproducibile, che integra profilatura lessicale, analisi semantica BERT, reti di co-occorrenza e metriche operative di qualità.
Fase 1: Profilatura del Corpus di Partenza – Fondamenti Tecnici e Passo dopo Passo
Obiettivo operativo: Estrarre e normalizzare il testo italiano, calcolare distribuzioni lessicali e identificare termini chiave per costruire una base solida per l’audit semantico.
Passo 1.1: Normalizzazione del testo
Normalizza il corpus con lemmatizzazione tramite spaCy italiano ( + ), rimuovendo punteggiatura non informativa e convertendo in minuscolo. Esempio:
import spacy
nlp = spacy.load(“it_core_news_sm”)
def normalizza_corpus(text):
doc = nlp(text)
return ‘ ‘.join([token.lemma_.lower() for token in doc if not token.is_punct and token.lemma_ != ‘-PROSES-‘])
Questa fase elimina varianti formali che distorcono l’analisi (es. “c’è”, “è”, “cresce” → “essere”).
Passo 1.2: Analisi delle frequenze lessicali
Calcola frequenze assolute e relative per parole, bigrammi e trigrammi. Usa scikit-learn per la distribuzione TF (Term Frequency):
from sklearn.feature_extraction.text import CountVectorizer
vectorizer = CountVectorizer(ngram_range=(1,3))
X = vectorizer.fit_transform(corpus_normalizzato)
top_words = vectorizer.get_feature_names_out()
top_freq = X.toarray().sum(axis=0)[:, vectorizer.vocabulary_.get(word, 0)].argsort()[-50:]
Questo evidenzia i termini dominanti e quelli marginali. Un’alta frequenza di “casa”, “famiglia”, “salute” → possibile bias semantico; termini rari (<5% frequenza) indicano potenziali neologismi o errori.
Passo 1.3: Identificazione di termini critici
Filtra stopword personalizzati (escludendo “di”, “la”, “il” comuni ma mantenendo “di fatto”, “a prescindere”) e termini polisemici (es. “banca” = istituto finanziario vs. riva fiume). Usa spaCy con modello italiano per disambiguazione contestuale via entity recognition e word vectors.
Errori comuni da evitare:
– Sovrarappresentazione di termini generici (“dato”, “fatto”) → riduce unicità semantica.
– Ambiguità non risolta: es. “vendere” in contesti diversi (vendita immobile vs. vendita di emozioni).
– Sovraccarico di gerundi: “dati, analizzati, interpretati” → riduce leggibilità e semantica chiara.
Fase 2: Analisi delle Reti Semantiche e Coerenza Contestuale – Gradi Semantici BERT
Obiettivo operativo: Costruire una rete semantica dinamica che misuri similarità contestuale e identifichi nodi critici, usando TF-IDF ponderato e BERT fine-tunato.
Passo 2.1: Costruzione del grafo di co-occorrenza
Calcola co-occorrenze di parole entro finestra di 5 token, pesate per TF-IDF:
from collections import defaultdict
graph = defaultdict(list)
for i, word in enumerate(tokens):
for j in range(i+1, min(i+5, len(tokens))):
if tfidf[word] > 0.1 and tfidf[tokens[j]] > 0.1:
weight = tfidf[word] * tfidf[tokens[j]]
graph[word].append((tokens[j], weight))
Questo grafo evidenzia associazioni forti (es. “malattia” ↔ “sintomi”) e deboli (es. “malattia” ↔ “macchina”).
Passo 2.2: Incrocio TF-IDF e BERT embeddings
Calcola similarità coseno tra vettori BERT (fine-tunati su corpus italiano) e pesi con TF-IDF:
from transformers import BertTokenizer, BertModel
tokenizer = BertTokenizer.from_pretrained(“italianbert”)
model = BertModel.from_pretrained(“italianbert”)
def similarita_bert(word1, word2):
inputs1 = tokenizer(word1, return_tensors=”pt”)
inputs2 = tokenizer(word2, return_tensors=”pt”)
with torch.no_grad():
v1 = model(**inputs1).last_hidden_state.mean(dim=1).numpy()
v2 = model(**inputs2).last_hidden_state.mean(dim=1).numpy()
return cosine_similarity(v1, v2)[0][0]
Usa punteggio > 0.85 come soglia di similarità semantica per collegare termini nel grafo.
Passo 2.3: Identificazione di nodi isolati e sovraccarichi
Analizza centralità (degree, betweenness) nel grafo:
– Nodi con <2 connessioni → potenziali ambiguità (es. “vendere” senza contesto chiaro).
– Nodi con centralità > media ma bassa diversità semantica → rischio di ridondanza.
Strumento pratico: visualizzazione con Gephi o PyTorch Geometric per reti lessicali interattive.
Fase 3: Validazione Operativa e Punteggio di Qualità Semantica
Definizione del punteggio TF-IDF-embedding normalizzato
def punteggio_qualita(term, tfidf_score, bert_sim):
return 0.5 * tfidf_score + 0.5 * bert_sim
Normalizza su scala 0-1; soglie:
- 0.7–1.0: alto valore semantico (termine distintivo e rilevante)
- 0.3–0.7: valore medio (richiede verifica contestuale)
- <0.3: basso rischio di ambiguità o ridondanza
Checklist operativa per editing semantico
- ⌉ Rimuovi termini con TF-IDF < 0.2 o > 0.8 (eccessiva generalità o specificità)
- ⌉ Correggi nodi isolati con sinonimi certificati (es. “malattia” → “patologia” da ISTI)
- ⌉ Inserisci contesto esplicativo per termini con >2 significati (es. “vendere” → “vendita di beni” vs “vendere idee”)
- ⌉ Applica regole di normalizzazione per varianti regionali (es. “auto” vs “macchina”)
- ⌉ Verifica coerenza temporale in corpus storici (es. uso di “telefono” nel 1800 vs 1950)
Fase 4: Editing Semantico Mirato e Correttivi Avanzati
Prioritizzazione delle anomalie
Genera heatmap semantica con seaborn o plotly, evidenziando nodi con bassa similarità e alta ambiguità. Focus sui 10% termini più critici per il modello target (es. “diagnosi”, “farmaco”, “terapia”).
Strategie di sostituzione
Usa synsets da NLTK o spaCy per selezion